Territorio

ASSISI
Assisi è un comune di 26.720 abitanti (demo.istat.it 31/12/2006) della provincia di Perugia. È conosciuto per essere la città in cui nacquero, vissero e morirono san Francesco e santa Chiara.
Numerosi reperti archeologici indicano che Assisi trae le sue origini da un piccolo villaggio abitato dagli Umbri già nel periodo Villanoviano (IX - VIII secolo a.C.). La città si sviluppò a ridosso dei territori controllati dagli Etruschi, e orbitò sotto il loro potere fino al 295 a.C. quando, con la battaglia di Sentino, i Romani imposero il loro dominio anche nell'Italia centrale.
Per Asisium (così era chiamata dai romani) fu un periodo prospero: innalzata a Municipium, diventò un importante centro economico e sociale dell'Impero romano. Con il crollo dell'Impero romano anche Assisi conobbe la buia età delle invasioni barbariche e, nel 545, fu saccheggiata dai Goti di Totila. Conquistata dai Bizantini, passò poco tempo dopo sotto il dominio longobardo divenendo, nell'XI secolo, libero comune.
Dopo un periodo di guerre, nel 1174 fu assediata e conquistata da Federico Barbarossa, che diede l'investitura della città al duca Corrado di Lutzen, detto anche Corrado di Urslingen. Pochi anni dopo, tra il 1181 e il 1182, nasce ad Assisi Francesco - figlio di Pietro di Bernardone e Madonna Pica - il futuro santo che, con la sua opera, segnerà la storia del luogo e dell'umanità. Nel 1198 il popolo di Assisi, stanco dei soprusi del duca di Lutzen, si ribellò scacciandolo dalla città. Successivamente la città passò sotto il dominio della Chiesa, dei Perugini, di Giangaleazzo Visconti, dei Montefeltro, di Braccio Fortebraccio da Montone, passando infine sotto il controllo di Francesco Sforza. Profondamente segnata dalle lotte intestine che videro sempre in contrasto i Nepis (della Parte de Sopra) ed i Fiumi (della Parte de Sotto), Assisi venne stabilmente assegnata alla Chiesa al tempo di papa Paolo III nel XVI secolo. Nel 1860, con plebiscito unanime, aderì al nascente Stato italiano.
Feste e tradizioni:
Calendimaggio, giovedì, venerdì e sabato della prima settimana di maggio: rievocazione di vita medievale e rinascimentale in una sfida fra le due fazioni della città, Parte de Sopra e Parte de Sotto, con cortei, rappresentationi teatrali, danze e sbandieratori.
Palio di San Rufino, giovedì, venerdì, sabato e domenica dell'ultima settimana di agosto: rievocazione storica del periodo in cui Assisi fu divisa in terzieri: San Francesco, San Rufino e Dive Mariae; hanno luogo cortei con sbandieratori e tamburini della Compagnia Balestrieri di Assisi, i quali l'ultimo giorno si sfidano a singolar tenzone.

SPOLETO
città strutturalmente, intimamente medioevale, presenta uno sviluppo a ripiani strettamente saldati l'uno all'altro non solo dalle vie e vicoli che li intersecano, ma anche dai palazzi ed edifici che li compongono. Non è infrequente, infatti, che un palazzo abbia il prospetto anteriore in una via e quello posteriore in un'altra sovra o sottostante (Palazzo Comunale, Palazzo Rosari-Spada, Palazzo della Signoria) o che la stessa casa abbia per i piani bassi e per quelli alti ingressi in strade diverse a livelli diversi. Il tutto fortemente concentrato in breve spazio sicché, con un po' di immaginazione, la si potrebbe raffigurare come una "grossa pigna". In ogni caso non va dimenticato che il tessuto urbano, così come costituitosi nell'alto medioevo, fu assai "diradato" con la costruzione, soprattutto in età moderna, di numerosi ed imponenti palazzi di famiglia e delle piazze o larghi loro antistanti (cenni storici). Sul finire del secolo scorso, dopo l'adesione di Spoleto al regno d'Italia, altri due "eventi" urbanistici ne modificarono ulteriormente la fisionomia: la creazione nella parte bassa della città (fuori le mura) della stazione ferroviaria (dominata dal gigantesco "Teodolapio" di Calder) e del viale Trento e Trieste (al cui inizio una scultura di Arnaldo Pomodoro) che diedero avvio all'espansione periferica e l'apertura della Traversa Nazionale interna, la tortuosa salita a senso unico che collega piazza Garibaldi al centro storico vero e proprio.
Punto focale della città, la Rocca e il Ponte delle Torri, complesso monumentale di rara bellezza e forte impatto visivo che la sovrasta e la connota.

NOCERA UMBRA
Di origine umbra, la località si sviluppò in età romana (col nome di Nucera Camellaria), grazie alla sua ubicazione sulla Via Flaminia. Occupata nel VI secolo dai Longobardi divenne una zona di confine con le terre a Nord, dipendenti dall'Esarcato di Ravenna. Saccheggiata e incendiata da Federico II (I metà del XIII secolo), fece parte del Ducato di Spoleto per poi passare prima alla famiglia Trinci, poi, verso la metà del XV secolo, allo Stato della Chiesa. Di grande importanza è, in città, la chiesa di San Francesco, non solo per gli affreschi di Matteo da Gualdo, ma anche perhé è sede della Pinacoteca comunale con opere dell'Alunno, del Maestro di san Francesco e della scuola del Cimabue. Nel museo sono custoditi anche dei resti di epoca romana: un ritratto femminile, frammenti di mosaico, un cippo del III secolo, ecc. Nel museo dell'Alto medioevo in Roma, sono conservati importanti reperti trovati in tombe longobarde site nel territorio di Nocera.

SELLANO
Sellano, posta lungo la valle del torrente vigi, affluente di destra del Fiume Nera, viene fondata intorno all' anno 84 a.C. dai romani.
Mai abbastanza forte da poter essere indipendente, ma ritenuta sempre un' ottimo punto strategico per la sua posizione geografica, nei secoli il suo destino diviene indissolubilmente legato a quello dei centri vicini. Appartiene quindi in epoche successive al Ducato di Spoleto, poi al Regno Pontificio e infine al feudo della famiglia Collicola.

COLFIORITO
Colfiorito è una frazione del comune di Foligno (PG), facente parte della Circoscrizione n. 7 "Annifo - Colfiorito". Il paese è il maggiore del vasto altopiano, di circa 300 ha, in cui si trova altopiano, ad una altitudine di 760 m s.l.m., lungo la Strada Statale 77 della Val di Chienti, che congiunge Foligno a Macerata; parte dell'altopiano ricade sotto la giurisdizione del comune di Serravalle di Chienti, in provincia di Macerata. Uno sterminato altopiano con al centro elementi di eccezionale valore: la palude omonima che raccoglie rare specie floristiche e vegetazionali e che ospita uccelli acquatici, gasteropodi e anfibi; il monte orve ed il suo castelliere preistorico; le testimonianze archeologiche della città romana di Plestia. Il paesaggio intatto dei piani carsici e dei colli è quello, immutato della storia delle civiltà agricolo-pastorali dell'Appennino.
